Siamo una comunità che investe ogni giorno in modo sostenibile per un futuro migliore e che restituisce sostegno, sicurezza e solidarietà alle sue persone, alle loro famiglie e al territorio in cui opera con riconoscenza e gratitudine.
In pista, su strada e nello spazio abbiamo sempre messo in gioco tutta la fibra che ci caratterizza. Quella tecnologica che ci ha permesso di perseguire la mission che Giampaolo Dallara ha sempre avuto chiara nella sua mente: progettare e produrre le vetture più veloci e sicure al mondo.
Ma soprattutto la fibra umana, quella che rende le persone capaci di accettare sfide sempre più complesse in un mondo dove, quando si corre sull’asfalto o si vola oltre il confine terrestre, lo si può fare solo se guidati da un comune denominatore: la passione.
Una passione che l’ingegnere ha messo al servizio della sua squadra fin da quando ha fondato l’azienda e ha declinato in tre valori – umiltà, lealtà e curiosità – condivisi in modo unanime da quel capitale umano che ogni giorno, da oltre 50 anni, rende la Dallara una vera e propria comunità.
Umiltà
Umiltà significa saper ascoltare per imparare. Per fare bene il proprio lavoro con passione, determinazione e competenza, valorizzando gli errori, condividendo la conoscenza e superando con resilienza le difficoltà, consapevoli che il pericolo più grande è credere di sapere.
Lealtà
La lealtà si basa sul rispetto reciproco: dei colleghi, dei clienti, dei fornitori, della comunità in cui viviamo. Crediamo nella parola data e negli impegni presi. Vogliamo creare legami fondati sull’onestà, sulla fiducia e sulla serietà dei rapporti umani.
Curiosità
La curiosità è la leva per fare meglio ciò che abbiamo sempre fatto. Con prontezza, entusiasmo e amore verso il sapere, sfidando ciò che già esiste e pensandolo in un modo nuovo, con una mente flessibile e la continua disponibilità a imparare.
Heritage
Gruppo Dallara: la storia di un’azienda che ha tracciato una nuova strada nel mondo del motorsport
Devi sempre cercare di migliorarti, perché nessuno dei tuoi avversari resta a guardare.
La storia ci insegna che ci sono diverse aziende che sono nate tra le mura di casa di coloro che le hanno fondate, ma c’è un garage a Varano de’ Melegari dove fin dal principio si percepiva la passione che ne avrebbe contraddistinto l’identità e avrebbe delineato la strada da percorrere: l’amore per le automobili da corsa.
La casa era quella di Giampaolo Dallara. Un giovane uomo nato nel 1936, laureato in ingegneria aeronautica, dotato di grande entusiasmo e di un’immensa tenacia che ha sempre inseguito un sogno: «Realizzare le auto da corsa più veloci e più sicure al mondo».
La passione dell’Ingegnere per le auto da competizione era emersa già nel 1959 quando, neolaureato, inizia a lavorare in Ferrari. E oltre la passione, anche il suo talento che continua a nutrire quando va in Maserati e qualche anno dopo in Lamborghini.
Fino al 1972, anno in cui decide di fondare la sua azienda: la Dallara Automobili.

1959 Giampaolo Dallara (centro) al fianco di Enzo Ferrari
Oltre
50 anni
di storia
1972
Tutto ha inizio nella casa di famiglia di Giampaolo Dallara, il quartier generale in cui l’ingegnere insieme a due sue fidatissimi collaboratori crea la prima vettura firmata Dallara: la SP 1000, una triposto monoscocca in lamiera d’acciaio e posizione di guida centrale.
1978
È l’anno in cui viene progettata la prima Formula 3, la Dallara 378, un’auto da corsa destinata a dominare i campionati della categoria a livello internazionale.
1984
Negli anni ‘80 la galleria del vento era una tecnologia che poche case costruttrici possedevano, nemmeno i team di Formula 1. Nel 1984 Dallara costruisce la prima galleria del vento in Italia con tappeto mobile, seguita nel 1995 dalla seconda in cui è possibile testare modelli in scala al 40%, quindi sempre più aderenti alla realtà.
1985
L’innovazione in casa Dallara non si arresta: la F385 calca la pista come la prima monoscocca in fibra di carbonio, un materiale composito di derivazione aeronautica fino a quel momento utilizzato soltanto da alcuni team di Formula 1.
1991
Sono passati 19 anni dal momento in cui l’ingegnere ha iniziato a lavorare nel garage di casa. Nel 1991 inaugura il nuovo stabilimento Dallara: 3500 mq di superficie all’ingresso di Varano de’ Melegari.
1998
370 km/h è la velocità media di percorrenza del circuito di Indianapolis su cui Dallara nel 1998 vince per la prima volta la 500 miglia. Da allora i successi si sono susseguiti fino a diventare il costruttore che ha vinto di più nella storia della corsa. Dal 2012 tutte le vetture in pista sono Dallara.
2007
Nell’ottobre del 2007 a fianco di Giampaolo Dallara arriva Andrea Pontremoli che lascia IBM Italia dopo quasi 30 anni. Diventa amministratore delegato e direttore generale e la sua propensione a ricercare costantemente l’innovazione tecnologica dà ulteriore potenza alla competenza ingegneristica che caratterizza da sempre l’azienda.
2008
Dieci milioni di euro, una ventola di 4,1 metri di diametro e un software tra i più sofisticati in grado di simulare beccheggi, rollii e imbardate: è la terza galleria del vento di Dallara, uno strumento in grado di testare modelli in scala fino al 60%.
2011
L’investimento in tecnologia non si ferma: nel 2011 viene installato il primo simulatore professionale di guida per studiare la dinamica del veicolo. Modelli matematici permettono ai piloti di guidare vetture non ancora costruite e di testare in modo estremamente preciso infiniti scenari prima che l’auto venga prodotta.
2012
Dallara diventa l’unico fornitore ufficiale della NTT Indycar Series e proprio in quell’anno decide di aprire la sede USA a Speedway, a due passi dal circuito di Indianapolis. Un centro polifunzionale di ingegneria ed Edutainment dove si assemblano le Indycar e gli appassionati di ogni età possono imparare, divertendosi, come nasce una vettura da competizione.
2014
La tecnologia fa da padrona anche a Indianapolis: viene installato il secondo simulatore di guida nella sede USA.
2015
I materiali compositi sono un altro ambito di ricerca e sperimentazione su cui Dallara ha investito da sempre. Nel 2015 nascono due strutture dedicate: il polo produttivo di Dallara Compositi e DARC (Dallara Advanced Composite Research Center), centro di ricerca e sperimentazione sui nuovi materiali.
2017
Tutte le competenze acquisite negli anni in aerodinamica, dinamica del veicolo e materiali compositi vengono sintetizzate in un’unica automobile che prende vita dal sogno dell’Ingegnere: nasce la Dallara Stradale, una vettura da corsa con targa, omologata per viaggiare su strada.
2018
Il legame con il territorio in cui l’azienda è nata è sempre stato molto forte. Nel 2018 nasce la Dallara Academy, un edificio che raccoglie oltre 50 anni di storia ma che vuole essere anche un luogo di contatto con la comunità di Varano de’ Melegari. Oltre alla rampa espositiva con le vetture che hanno fatto la storia di Dallara, in Academy si svolgono laboratori didattici, si tengono le lezioni del corso di laurea magistrale in Race Car Design e si ospitano eventi e iniziative di vario genere.
2020
L’expertise maturata sulle piste dei circuiti in oltre 50 anni ha permesso al team Dallara di portare la spinta verso l’innovazione tecnologica, di processo e di prodotto in un settore dove di norma i tempi di sviluppo sono più dilatati: il mondo Aerospace. È nata, così, una nuova business unit interamente dedicata ai progetti in ambito aerospaziale.
2021
In pista arriva un’altra auto sportiva che ha l’ambizione di farsi portavoce dei massimi valori dell’azienda. Nasce Dallara EXP. Dove EXP è sinonimo di EXPerience, EXPeriment, EXPonential, EXPertise.
2024
Axiom Mission 3
Partecipazione alla missione Axiom Mission 3 per studiare materiali avanzati e valutarne la capacità di schermare le radiazioni. Una ricerca che guarda al futuro dell’esplorazione spaziale, migliorando salute e performance degli astronauti, e apre nuove prospettive nelle tecnologie di radioprotezione contro il cancro
Dallara AK e-Sports
È stata costituita negli USA la Dallara AK E-Sports con l’intento di esplorare il mondo dello sviluppo delle tecnologie avanzate per il sim-racing. Una nuova realtà che nasce dall’unione tra Dallara e AK Informatica: un passo significativo verso l’innovazione che consentirà di sperimentare e implementare soluzioni all’avanguardia nel mondo virtuale delle corse simulate.
2025
Inaugurazione della sede della Fondazione Caterina Dallara, costituita nell’ottobre 2021 con l’obiettivo di creare valore e opportunità con e per la comunità di Varano de’ Melegari e dintorni attraverso lo sviluppo e il sostegno a progetti di utilità sociale.

Vuoi fare un tour nella nostra storia? Visita la rampa espositiva in Dallara Academy
Le auto che hanno segnato la storia, dell’Ingegnere e dell’azienda che ha fondato: dalla Miura all’X19; dalle vetture Sport nate in collaborazione con la Lancia alle Indycar che corrono negli Stati Uniti; dai prototipi di Le Mans fino alle serie come Formula 3 e Formula E, fino ad arrivare alla Stradale. La rampa espositiva dell’Academy è un vero e proprio tour tra le tappe più significative del percorso attraverso il quale il gruppo Dallara ha tracciato la strada verso un nuovo modo di progettare e costruire le automobili da corsa e da strada.
Ing. Giampaolo Dallara
Fondatore, socio e presidente

«Progettare automobili da competizione è una professione bellissima che ti costringe al confronto, ti impone il riconoscimento del valore dei tuoi concorrenti, ti stimola a migliorarti in caso di sconfitta, ti dà il piacere di continuare ad imparare.».
La vision di Giampaolo Dallara
Giampaolo Dallara è un uomo che grazie alla sua passione innata per i motori e alla sua perseveranza ha creato un’azienda che oggi conta circa 800 dipendenti. Una realtà che fa la differenza nella progettazione e produzione di vetture da competizione e sports car ad alte prestazioni.
L’Ingegnere è un uomo che ancora oggi vive l’azienda in prima persona, si siede a fianco dei suoi dipendenti e insieme a loro continua a scrivere il futuro del motorsport.
Lui che è stato assunto direttamente da Enzo Ferrari e ha collaborato con piloti del calibro di Roger Penske e Bruce McLaren; lui che è stato il direttore tecnico che ha portato alla luce la Miura della Lamborghini e, quando lavorava in De Tomaso, ha progettato la vettura di Formula 1 gestita in pista da Frank Williams, ha ancora lo stesso amore per le auto che aveva quando da bambino vide per la prima volta la leggendaria Mille Miglia.
Ciò che cerca di trasmettere alle nuove generazioni che lavorano in Dallara è la capacità di guardare al domani e di investire con speranza nel futuro perché lui in prima persona non smette mai di pensare al futuro. Ed è proprio per questo che nel 2018 ha fondato la Dallara Academy e la Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER), promossa dalla Regione Emilia-Romagna creata grazie ad una connessione sinergica tra le università di Parma, Modena-Reggio, Bologna e Ferrara e le aziende della Motor Valley italiana.
Insieme alla figlia Angelica, socia del gruppo, nel 2021 ha costituito la Fondazione Caterina Dallara, in memoria della figlia scomparsa prematuramente nel 2007, con l’obiettivo di promuovere la crescita sociale e culturale del territorio, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle persone più fragili.

Andrea Pontremoli
Socio e amministratore delegato
«L’innovazione è un fenomeno sociale. Vuol dire fare quello che gli altri non fanno. Significa combinare invenzioni già presenti per farle diventare modelli di business, prodotti e servizi che prima non esistevano»
La vision di Andrea Pontremoli
Andrea Pontremoli ha vissuto gran parte della sua carriera lavorativa in IBM Italia, dove ha iniziato nel 1980 riparando computer per diventare poi, nel 2004, presidente e amministratore delegato. Pochi anni dopo, nel 2007, incontra Giampaolo Dallara e decide di accettare una nuova sfida: prendere il volante del gruppo Dallara a quattro mani insieme al suo fondatore.
Pontremoli ha fin da subito le idee chiare su quali siano i pilastri su cui un’azienda deve ancorarsi per crescere ed evolvere: il confronto e l’ascolto; la competizione e l’errore. In una parola soltanto: l’innovazione.
Un’azienda chiusa su se stessa è destinata a morire: deve essere sempre aperta al confronto e all’ascolto perché si impara lavorando insieme. E deve saper trarre vantaggio anche dalla competizione e dall’errore: competere aiuta a crescere perché durante una gara o si vince o si impara dai propri errori; ecco perché sbagliare, utilizzando le potenzialità offerte dalla tecnologia, è necessario per innovare. È soltanto in questo modo che è possibile trasformare il proprio modello di business, farlo evolvere e attualizzarlo rispetto alle richieste del mercato.
Il suo impegno per lo sviluppo tecnologico non è rimasto confinato all’interno delle mura di Dallara. Andrea Pontremoli crede, infatti, che l’innovazione debba permeare il territorio e la comunità che lo abita ed è per questo che, oltre a essere presidente di MUNER (Motorvalley University of Emilia-Romagna), è anche
- presidente di Innovation Farm, no profit che ha la missione di innalzare la qualità dell’offerta scolastica e formativa, diffondere competenze scientifico-tecnologiche in linea con le innovazioni del mercato, aumentare l’occupabilità dei giovani e rendere competitivo il sistema produttivo territoriale;
- presidente di ASPHI, fondazione che si occupa di promuovere l’inclusione delle persone con disabilità nella scuola, nel lavoro e nella società attraverso l’uso delle tecnologie digitali.
- dal 2025 presidente di Motor Valley, il distretto industriale dell’Emilia-Romagna che riunisce alcuni dei marchi più prestigiosi del motorsport e dell’automotive a livello mondiale


















