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L’aerodinamica influenza in maniera decisiva il comportamento di qualsiasi vettura.

L’obiettivo è quello di affinare ed estremizzare le superfici ed ogni minimo dettaglio alla ricerca della massima efficienza (rapporto tra deportanza e resistenza), cercando di incollare la vettura all’asfalto e, allo stesso tempo, “accarezzare” il vento.

Per fare questo, un quarto del personale è costantemente impegnato in attività di ricerca e sviluppo aerodinamico, attraverso un reparto di prototipazione rapida, uno di aerodinamica numerica e all’utilizzo ad orario continuato delle gallerie del vento.

La storia dell’aerodinamica in Dallara

Escludendo la variabile pilota e considerando 100 il miglioramento della prestazione di una vettura da competizione, circa il 50% può essere attribuito all’aerodinamica.
Ad aver compreso questo prima di tanti altri è stato Gian Paolo Dallara che, anticipando i tempi, realizzava nel 1984 la prima galleria del vento in Italia a tappeto mobile, strumento fondamentale per vetture da competizione. Per rimanere ai vertici della tecnologia, nel 1995 è arrivata la seconda galleria dove si è passati da vetture in scala 25% al 40%.

Infine nel 2008 è stata inaugurata la terza e più avanzata galleria dove è possibile provare modelli fino al 60% di scala e con velocità di prova oltre i 200 km/h.

Una vettura rivoluzionaria in tal senso è stata la Formula 3 del 1993: la sua aerodinamica molto spinta e le soluzioni meccaniche d’eccellenza hanno consentito un grandissimo balzo in termini di quota di mercato passando dal 25% del 1993 al quasi 100% del 1994.

L’aerodinamica di una vettura da competizione

Lo sviluppo aerodinamico di una vettura è un processo che si svolge in parallelo alla progettazione: l’aerodinamica propone le forme, la meccanica ed il layout verificano la fattibilità e propongono modifiche, fino a quando non si raggiunge il migliore dei compromessi.
Fare l’aerodinamica di una vettura da competizione significa andare oltre il solo disegno delle superfici. Gli aerodinamici Dallara, infatti, non si limitano ad analizzare i risultati delle prove in galleria: il loro lavoro consiste nell’incrociare le informazioni frutto delle simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics) con i dati sperimentali ottenuti in sala prove, il tutto garantito dall’ esperienza che l’azienda ha maturato in tutti questi anni.

La prototipazione rapida inoltre permette di realizzare i componenti del modello in tempo reale, avendo la possibilità di testare nuove soluzioni nel minor tempo possibile.

Dallara è anche in grado di effettuare attività di reverse engineering sulle modifiche estemporanee, effettuate manualmente dai modellisti: da una scansione laser si ottiene una nuvola di punti che permetterà di ricostruire una superficie pronta per essere prodotta, analizzata con la CFD o ulteriormente modificata.
 


 

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