Dallara Stradale
  • Alberto Bassi
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Un sogno coltivato sulle piste di tutto il mondo.
La tecnologia delle corse applicata al piacere della guida.
Un prodotto unico, progettato per esaltare le competenze chiave dell’azienda: strutture in fibra di carbonio, aerodinamica e dinamica del veicolo.


Varano de’ Melegari, 16 novembre 2017 – Il primo esemplare di Dallara Stradale è stato consegnato al suo proprietario nel giorno del suo compleanno. Giampaolo Dallara, una vita da Ingegnere, è uscito alla guida della Dallara omologata per la strada proprio dall’edificio in cui ha iniziato la sua attività imprenditoriale 45 anni fa a Varano de’ Melegari, non distante dalla casa nella quale è nato il 16 novembre 1936.

Dopo un lungo periodo di gestazione, nel 2015 venti ingegneri e cinque meccanici sono stati affidati a un Direttore Tecnico: Giampaolo Dallara. L’obiettivo era chiaro: realizzare una vettura per riscoprire il puro piacere della guida in strada o in pista. “Mi piace pensare che Colin Chapman, che ho incominciato ad ammirare fin dai tempi della sua Lotus Seven, approverebbe l’essenzialità e la semplicità di questa vettura” dice l’Ing. Giampaolo Dallara, Presidente della Dallara Automobili. “In questo progetto” aggiunge l’Ing. Dallara, “c’è tutto ciò che abbiamo imparato dalle corse e dalle collaborazioni con i nostri clienti, e sono convinto che chi utilizzerà questa vettura potrà provare il gusto del viaggio per il viaggio, la voglia di salire in macchina per fare un bel giro, il piacere della guida.
 


Prodotto

Nella configurazione di base la Dallara Stradale è una barchetta senza portiere, come le monoposto da competizione. Può essere personalizzata in configurazione roadster con l’aggiunta del parabrezza. Aggiungendo un T-Frame, la vettura diventa targa. E con l’ulteriore aggiunta di due porte con l’apertura ad ala di gabbiano, la vettura diventa un coupé. Per chi vuole utilizzare la vettura prevalentemente in pista, è prevista l’installazione di un’ala posteriore che permette di raggiungere eccezionali livelli di carico aerodinamico.

Le personalizzazioni della vettura in ottica prestazione non si limitano alla sola aggiunta dell’ala posteriore, ma è possibile installare sospensioni regolabili che consentono di abbassare la vettura in assetto pista garantendo un elevato standard di comfort in qualsiasi condizione. La Dallara Stradale prevede un cambio manuale a sei rapporti, ma tra gli equipaggiamenti opzionali è previsto un sistema “paddle-shift” per la robotizzazione del cambio che minimizza il tempo di cambiata, dotato di due modalità e due differenti mappature, automatico: Normal e Sport; e manuale: Normal e Sport.

Grazie al peso contenuto, a uno studio accurato della dinamica del veicolo e all’elevato carico aerodinamico, le prestazioni sono da vera e propria vettura da competizione.

•    Il raggiungimento di 855 kg come peso globale vettura è legato a un esteso utilizzo di materiali compositi con fibre di carbonio. I materiali e i processi di trasformazione sono guidati dalla logica “materiali e processi adatti alla funzione”: preimpregnati in autoclave per la monoscocca; long fiber compression moulding per i componenti strutturali della carrozzeria; body panel system per pannelli esterni; carbon sheet moulding per i rinforzi.

•    La cinematica delle sospensioni e la taratura di molle, barre e ammortizzatori sono state definite per elevare il compromesso fra aderenza e comfort. Le caratteristiche relative alla dinamica del veicolo sono state impostate, sviluppate e definite in numerose sessioni al Simulatore di guida Dallara: esperti piloti collaudatori hanno strettamente collaborato con tecnici e ingegneri per definire specifiche delle sospensioni, dell’aerodinamica, del motore e dell’ergonomia adatte a offrire al guidatore un eccezionale piacere di guida.

•    Il coefficiente di carico aerodinamico ottenuto, grazie allo sviluppo virtuale al CFD e a numerose sessioni di Galleria del Vento, consente di ottenere valori di carico verticale (downforce), fra i più elevati tra le vetture GT stradali (più di 820kg @ Vmax).
La combinazione di peso, dinamica veicolo e aerodinamica, accoppiata a pneumatici customizzati, permette di raggiungere accelerazioni laterali di oltre 2G in condizioni di utilizzo normale.
La Dallara Stradale è dotata dei più moderni sistemi di controllo di stabilità ESP Bosch (che include ABS-EBD-TCS-VDC) per garantire un eccellente controllo della vettura in tutte le condizioni d’uso.

Il motopropulsore è un 4 cilindri 2.3L sovralimentato in grado di erogare 400 CV, frutto della accurata selezione e ottimizzazione della componentistica motore, abbinata al sistema di controllo elettronico sviluppato in stretta collaborazione con Bosch.

Il primo prototipo marciante è stato presentato il 16 novembre dello scorso anno, data in cui l’Ing. Dallara ha compiuto 80 anni. Da allora sono cominciate le attività di sperimentazione in strada, di omologazione e di preparazione delle attrezzature per la produzione.

Ed esattamente un anno dopo, il 16 novembre 2017, come annunciato un anno fa, iniziano le consegne della Dallara Stradale.

 

 

Dimensioni
Lunghezza: 4185 mm
Larghezza: 1875 mm
Altezza: 1041 mm
Passo: 2475 mm
Peso a secco: 855 kg

Powertrain e Layout
Trazione: posteriore
Posizione motore: Centrale, trasversale
Cilindri: 4
Cilindrata: 2300 cc
Valvole: 16
Coppia max: 500 Nm @ 3000-5000RPM
Potenza: 400 cv @ 6200RPM
Aspirazione: Turbocompresso
Classe di emissioni: Euro 6d
Telaio: Monoscocca e carrozzeria in carbonio, frames in alluminio

Aerodinamica
Carico aerodinamico @ Vmax: > 820 kg (*)
Efficienza aerodinamica: >2,4  (*)

Sospensioni
Schema: Quadrilatero articolato a triangoli sovrapposti
Ammortizzatori: 3 vie, regolabile in altezza con sistema elettrico EPA

Perfomance
Velocità Max: 280 km/h
0-100 km/h: 3,25s
ripresa 80-120 km/h 5a Marcia: 3,49s
ripresa 100-200 km/h 5a Marcia: 8,5s
100-0 km/h: 31 m
Accelerazione laterale Max: > 2g  (*)
(*) riferito alla vettura in configurazione track-day omologata stradale

 

Partnership

La Dallara Stradale è stata sviluppata e realizzata in stretta collaborazione con Bosch, che ha operato come parte integrata della squadra di progetto Dallara e si è occupata dello sviluppo dei principali sistemi di controllo elettronici della vettura e del motore e ne ha certificato l’affidabilità. Il contributo di Bosch è iniziato con i primi test ai banchi motore ed è proseguito in tutte le fasi successive di sperimentazione sui veicoli prototipali. Bernhard Bihr, Presidente Bosch Engineering GmbH: “Quello che mi ha impressionato fin dal primo giorno nel lavorare con il team Dallara è l'approccio appassionato e professionale, ma allo stesso tempo modesto, per trasferire la tecnologia e lo spirito delle corse in questa pura e fantastica vettura sportiva. La nostra cooperazione estremamente efficace e affidabile ha consentito tempi di sviluppo molto brevi. Siamo lieti e grati di poter svolgere un piccolo ruolo nella realizzazione del sogno di una vita dell'Ing. Giampaolo Dallara.”


La collaborazione con Pirelli ha permesso di sviluppare lo pneumatico interamente al simulatore, prima della realizzazione dei prototipi, sfruttando tutte le conoscenze sia nel campo Motorsport che in quello Stradale, creando una reale sinergia tra i due mondi. L’impronta a terra del pneumatico anteriore è ottimizzata per far sentire il pilota in diretta connessione con la cinematica di sterzo, trasferendo tutte le sensazioni al volante e rendendo corposa la coppia di sterzo e la precisione di guida.  Lo pneumatico posteriore è stato realizzato per garantire la massima prestazione laterale mantenendo un buon livello di comfort in termini di impatto sugli ostacoli e relativo smorzamento delle asperità. Inoltre l’utilizzo di polimeri di ultima generazione con strutture dedicate ha permesso di customizzare pneumatici sempre più allineati alle recenti tecnologie in termini di Green Mobility. Stefano Bizzi, Head of Ultra High Performance R&D Pirelli: “Questa esperienza ha dato grande soddisfazione a Pirelli, con la convinzione di continuare la collaborazione per i progetti futuri, negli ambienti naturali in cui Dallara eccelle, tra i quali, dopo la pista, possiamo ora includere la strada, senza limitazioni”.

Lo stile della vettura è stato realizzato in collaborazione con Granstudio di Lowie Vermeersch. “Disegnare la Dallara Stradale è stato realmente come tradurre il sogno di Giampaolo Dallara in una scultura,” dice Lowie Vermeersch. “Un sogno radicato nella bellezza senza tempo della sua Miura e nutrito da una lunga carriera ricca di passione per le corse. Per tale ragione abbiamo evitato di proporre un’idea stilistica precostituita. Di conseguenza, la forma ha potuto evolversi in modo naturale nel corso del progetto, in continua interazione con gli ingegneri di Dallara, ed è stata guidata da un chiaro senso di eleganza e armonia nelle proporzioni. Questo ci ha permesso di far convergere la bellezza e la prestazione in un disegno che in sostanza esprime onestà. La vettura è così diventata non solo la traduzione di un sogno ma anche un’espressione di quello che consideriamo uno dei valori fondamentali della Dallara.

Il collaudo della vettura è stato affidato a due piloti italiani, Marco Apicella e Loris Bicocchi, per validarne le due anime: performance e comfort. “Da un po' di tempo l'Ingegner Dallara, quando ci incontravamo, mi diceva: Loris, quando troveremo il tempo e faremo la nostra macchina, io vorrei che lei la collaudasse per noi. Mi prenoto fin da adesso” dice Loris Bicocchi. “Sono onorato e orgoglioso di fare parte del team di sviluppo della Dallara da strada e devo dire che ci tenevo molto: io ho sempre avuto un grande rispetto per l'Ingegnere, fin da quando lo vidi la prima volta in Lamborghini (io avevo 17 anni). Le forme della Stradale fanno percepire il grande lavoro sull’aerodinamica, aspetto in cui la Dallara eccelle. Fin dai primi giri in pista infatti ho capito che la vettura è un concentrato di quello per cui le vetture Dallara sono famose nel mondo: telaio rigido, cinematica e sospensioni al top e un’aerodinamica che già ai 60/80 km orari si comincia ad apprezzare. In strada poi riesce a passare sulle deformazioni, gli avvallamenti e le buche senza generare ripercussioni sul volante e mantenendo un elevato livello di comfort. Veloce ma sicura: i controlli di stabilità, trazione e frenata raramente intervengono. Divertente,” aggiunge Bicocchi, “perché si lascia pilotare e non ti mette in ansia: bella sulle strade di montagna e prestazionale in pista. Un motore brillante che, accoppiato al peso limitato della vettura, ti permette prestazione da autentica Supercar.”


 

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