Lo spirito green
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Lo spirito Green

  • Pannelli Fotovoltaici

     

  • Pannelli Fotovoltaici

     

In Dallara pensiamo che l’obiettivo di un’azienda sia creare valore, ma rispettando sempre il contesto in cui è inserita, con un importante focus verso tutti gli stakeholder, e verso l’ambiente in particolare, per lasciare un mondo migliore alle future generazioni.
Per questo, negli ultimi anni abbiamo provveduto allo smaltimento di 4.000 m2 di amianto dal tetto delle nostre sedi di Varano e abbiamo rinnovato la copertura della sede principale con un materiale coibentato al fine di migliorare l’efficienza energetica.
Abbiamo posato pannelli fotovoltaici per un impianto da quasi 130 kw di potenza, consentendoci una autoproduzione di energia pulita, con una riduzione di emissioni di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti nell’aria.

Sostenibilità tecnologica

In Dallara la raccolta differenziata ha un ruolo di primo piano. Dividiamo il materiale di imballaggio dall’indifferenziato, le bombolette dai fluidi, raccogliamo i trucioli dei materiali metallici e li destiniamo al recupero.
Oltre a queste attività che riteniamo basilari, ricicliamo anche tutti i materiali compositi: come materie prime secondarie tali materiali vengono dati ad altre aziende che li usano come rinforzo nelle materie plastiche.

La collaborazione con il Ministero dell’Ambiente

Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato nel 2008 il “Pacchetto Clima-Energia” (20-20-20) che impegna gli Stati membri a ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra del 20% entro il 2020, contestualmente all’aumento dell’efficienza energetica del 20% ed all’impiego di almeno il 20% di fonti rinnovabili sul totale dei consumi di energia.
Nel 2002, inoltre, l’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto che impegna i paesi industrializzati a ridurre le proprie emissioni di gas ad effetto serra.
In tale contesto, la Dallara che da sempre impegna energie e risorse per ottenere prodotti in grado di garantire altissime prestazioni, riducendo il più possibile l’impatto ambientale, intende rafforzare ulteriormente la propria politica ambientale nel settore climatico e aderisce ad iniziative ed impegni volontari in linea con le politiche governative del Protocollo di Kyoto e del “Pacchetto Clima-Energia” dell’Unione Europea.
Per questo ha avviato una collaborazione con il Ministero dell’Ambiente italiano “volta a promuovere iniziative dedite alla valorizzazione del risparmio energetico derivante dal miglioramento dell’efficienza aerodinamica delle automobili e dall’utilizzo esteso di compositi in fibra di carbonio per ridurre il peso complessivo delle vetture”.
Nel quadro di tale intesa si vuole definire una metodologia di calcolo dell’impronta di carbonio (carbon footprint), ovvero dell’impatto delle attività umane sull'ambiente in termini di emissioni di CO2.
Partendo da questa metodologia, Dallara si è impegnata a misurare il carbon footprint nei suoi stabilimenti di Varano de’ Melegari per poi intraprendere azioni correttive volte alla riduzione delle emissioni di CO2 tramite un affinamento dei processi di ricerca aerodinamica, l’utilizzo di sistemi di simulazione più raffinati e l’attivazione di tecnologie innovative, con particolare riferimento ai materiali compositi.

La ricerca per l’ambiente

In Dallara non ci limitiamo a misurare il carbon footprint delle nostre attività, ma cerchiamo di andare oltre con attività di ricerca.
Abbiamo infatti realizzato degli studi su una vettura stradale con buone prestazioni e abbiamo virtualmente realizzato una nuova versione delle stessa con l’utilizzo dei materiali compositi e una maggiore efficienza aerodinamica: i risultati sono stati straordinari in termini di riduzione di consumi.
Siamo inoltre coinvolti nella progettazione della Formula E che utilizzerà motori elettrici, in linea con la nostra sensibilità per una mobilità eco-sostenibile.
L’uso del carbonio per la riduzione del peso, il miglioramento dell’ efficienza aerodinamica e l’utilizzo di motori elettrici non solo nelle vetture racing, ma anche in altri ambiti, sono attività su cui stiamo investendo perché una vettura da competizione non è solo spettacolo e velocità, ma anche un laboratorio di ricerca che può avere impatto su altri settori e che può contribuire a creare un futuro più sostenibile.

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